Defiance: la Terra non è grande abbastanza per tutti

Il razzismo è una brutta cosa, ancora oggi è in grado di tirare fuori il lato peggiore delle persone, abbassandole al livello di bestie incoscienti piene di un livore inutile, spesso indirizzato verso le proprie vittime. Possiamo facilmente figurare quindi cosa accadrebbe se dall’altro lato della barricata ci fossero non uomini ma alieni, quanto di più lontano dalla razza umana può esistere.

Trion Worlds, con il nuovo Defiance, ci porta proprio in un mondo in cui il conflitto fra umani e alieni ha trascinato tutti i protagonisti coinvolti sull’orlo della distruzione totale. Accade tutto in un futuro prossimo, in cui sette diverse razze aliene giungono nell’orbita terrestre dopo un lungo peregrinare in cerca di un nuovo mondo da chiamare casa. Pensando che la Terra fosse disabitata rimangono alquanto sorpresi quando vengono contattati dagli umani che, giustamente, non sono propensi a defilarsi dal loro pianeta natale.
Dopo lunghe trattative si raggiunge un accordo che concede l’utilizzo di parte del territorio brasiliano ai nuovi arrivati. Una decisione presa dai potenti della razza umana e non gradita dal popolo che presto palesa le sue rimostranze sotto forma di attacchi più o meno violenti contro i Votans, nome della coalizione aliena. È la guerra.

Il gioco prende il via nella baia di San Francisco più di trent’anni dopo l’inizio delle ostilità. Il pianeta è sull’orlo del collasso a causa del conflitto che ha visto l’impiego anche di tecnologie di terraformazione aliene che hanno causato l’estinzione di moltissime specie indigene fra la flora e la fauna. Per evitare di rendere la Terra inabitabile si è giunti ad una tregua, condita dal reciproco impegno di ricostruire le rispettive civiltà. Nei panni di un Ark Hunter, individui impegnati nella costante ricerca di preziosi manufatti alieni abbandonati durante il conflitto, dobbiamo combattere contro i mutanti, piaga scaturita dal conflitto, e altri tipi di mostrini, mostrilli e mostroni non propriamente del luogo.Questa a grandi linee è la storia a condimento dell’esperienza offerta da Defiance, un MMO che ha il pregio di sbarcare sia su PC che su Play Station 3 e Xbox 360, caratteristica più che unica che rara.

All’inizio della propria carriera come Ark Hunter viene chiesto di personalizzare il proprio alter ego virtuale tramite una serie di modifiche abbastanza varie, anche se non si raggiunge la profondità vista in titoli come gli Elder Scrolls o anche Saint’s Row. Diciamo che il rischio di incappare in un proprio sosia è abbastanza sostenuto.
Una volta infusa la vita nell’avatar si comincia la storia pensata per Defiance, le cui missioni purtroppo non si rivelano quasi mai ispirate o innovative. Il classico: “Vai dal punto A al B, ammazza tutti e aspetta istruzioni o recupera quel coso lì per terra”, a cui saranno abituati i giocatori di MMORPG, anche se in questo caso forse si esagera.
Un guizzo di interesse scatta nel momento in cui ci si trova impegnati in particolari missioni, chiamate Arkfalls, al termine delle quali ci si trova ad affrontare un boss tanto grande quanto impossibile da sconfiggere in solitaria. Queste missioni prendono spunto dagli eventi dinamici o rifts che danno il nome all’altro MMORPG di casa Trion, tanto che come in RIFT spesso e volentieri arrivati sul luogo dello scontro si entra a far parte di quel gruppetto di giocatori già impegnati nella battaglia per dare man forte e accaparrarsi i punti esperienza.Punti esperienza che servono per far evolvere il proprio personaggio tramite un meccanismo chiamato EGO (Environmental Guardian Online), una sorta di impianto cerebrale che funge da IA per le missioni e da sistema di sblocco dei poteri inconsci del nostro DNA, invero piuttosto complesso e anche profondo. Il tutto, all’atto pratico, si tramuta nella possibilità di scegliere quattro diversi poteri da utilizzare per un periodo limitato di tempo. Partendo dalla possibilità di correre e muoversi molto più velocemente del normale, si arriva all’invisibilità passando per la creazione di un ologramma in grado di distrarre i nemici o la capacità di aumentare esponenzialmente i danni causati dalle armi da fuoco. Questi quattro poteri possono essere appresi spendendo punti esperienza e vanno utilizzati uno alla volta. A contorno di questi c’è la possibilità di aumentare le proprie capacità tramite un menu che collega le abilità minori ad ognuna di quelle principali appena elencati. Una volta appresa l’invisibilità, ad esempio, è possibile imparare il Blur (movimenti velocizzati) o concentrarsi nel perfezionamento della prima aumentando il tempo dell’effetto, l’efficacia e così via. Questo sistema regala diverse soddisfazioni in quanto permette una personalizzazione varie e robusta del proprio personaggio, e quindi dello stile di gioco utilizzato durante le missioni.
A proposito di personalizzazione, c’è anche da citare l’esistenza dei crediti che permettono l’acquisto di armi e oggetti utili, per non parlare di quelli con il solo scopo di soddisfare gli aspetti più narcisisti del giocatore.

“Defiance offre tutta una serie di missioni secondarie in grado di allungare l’esperienza e divertire ”

Defiance, oltre alle già citate Arkfalls, offre tutta una serie di missioni secondarie che vanno dalla pulizia dei nemici presenti in un determinato punto del mondo di gioco alla gara su uno dei mezzi offerti da Trion Worlds. Tutte missioni in grado di allungare l’esperienza e divertire, ma che mancano di quell’originalità che in ultima analisi serve ai titoli MMO per poter spiccare sulla concorrenza.
È presente anche il multiplayer competitivo, anche se si limita ad un deatmatch di grandi dimensioni su poche ma vaste arene.

Ad ogni modo il punto forte di Defiance non è lo scontro, ma la cooperazione. In ambito console il titolo porta una novità non da poco in termini di numeri e grandezza, mentre su PC riesce comunque ad offrire un esperienza intrigante e in grado di assicurare molte ore di divertimenti agli amanti dei giochi online e a quelli appassionati di fantascienza.
La semplicità che circonda il gioco, nel suo essere un “semplice” MMO, non inficia in toto la validità del titolo che offre moltissime missioni secondarie ed eventi a tempo, come le Arkfalls, ed ha il pregio di essere uno dei pochi, pochissimi MMO approdati con un certo successo su console.
Purtroppo questo ha significato tutta una serie di problemi di connessione e gioco al lancio, problemi che personalmente nono ho mai riscontrato ma che riporto comunque per dovere di cronaca. Adesso infatti le cose sembrano essersi stabilizzate del tutto, nello specifico su PC, e anche i diversi bug che affliggevano il titolo nelle prime settimane di vita vengono rimossi frequentemente dal team di sviluppo per mezzo di aggiornamenti e correzioni.

I veri problemi arrivano purtroppo dal lato tecnico, che vuoi a causa della sua natura multi piattaforma, del suo dover gestire grandi spazi con molte connessioni attive, non risulta all’altezza di molte delle produzioni attuali, sempre in ambito MMO. Sia l’aspetto estetico che l’IA dei giocatori gestiti dalla CPU non brillano affatto, risultando nella mia prova almeno un paio di volte particolarmente incline ad azioni ridicole e prive di senso logico. Questo non toglie che il mondo di Defiance abbia un suo fascino artistico, anche se dall’idea all’applicazione ci devono essere state diverse e consistenti limature.

Da citare, infine, l’accostamento di una serie TV in onda negli Stati Uniti, non ancora annunciata per il suolo italico, che nelle idee iniziali doveva essere in grado di modificare il proprio plot narrativo in base agli avvenimenti che accadranno nel gioco. In che modo debba funzionare il tutto non è ancora chiarissimo, forse ci si baserà sull’esito di particolari eventi a tempo o programmati e gestiti direttamente dal team di sviluppo. Un’idea comunque intrigante e potenzialmente in grado di affezionare ancor di più i giocatori che si sono buttati su Defiance con la voglia di svagarsi insieme ad altri “colleghi”; di certo questo tipo di iniziative rientrano in pieno nelle narrazioni intermediatiche che costituiscono la premessa e la linfa vitale di Worlds Factory, pertanto seguiremo da vicino l’evolversi di questo accoppiamento e certamente parleremo a breve anche della serie televisiva.


70

Alla fine della fiera Defiance è un gioco dalle premesse estremamente interessanti, che purtroppo non osa volare alto (forse per paura di strafare) restituendo un’esperienza mediamente solida e soddisfacente, ma priva di quelle piccole chicche e innovazioni che potrebbero inciderlo nella memoria di chi ha deciso di fare un “giro di giostra”. Fortunatamente il genere degli MMO permette larghe manovre di aggiustamento anche in corso d’opera e sarà quindi interessante vedere se riuscirà a sopravvivere almeno al suo primo anno di vita senza registrare un vistoso e letale abbassamento dell’interesse.

  • La cooperativa è pensata per divertire e allungare l'esperienza
  • Le missioni secondarie sono davvero tante
  • Tecnicamente opaco
  • Il multiplayer competitivo non è molto sviluppato