Sei anni di sviluppo, un motore grafico proprietario da integrare al meglio, uno sparatutto multiplayer online a squadre con elementi di strategia in tempo reale da pubblicare, tanta passione e sana follia tipica di uno sviluppatore indipendente ad amalgamare il tutto: questo e molto altro è Natural Selection 2, sviluppato dai programmatori indie di Unknown Worlds Entertainment, americani di stanza a San Francisco che hanno sbarcato il lunario con Natural Selection nel 2002 e quest’anno. Dopo tante fatiche, questo manipolo di sviluppatori è riuscito finalmente a lanciare il sequel del gioco che li ha resi famosi, almeno negli USA. Scopriamo insieme di cosa si tratta.
Natural Selection 2 si presenta come uno sparatutto online in prima persona (FPS, in gergo) a sfondo fantascientifico. Prima di ogni battaglia, ogni giocatore è chiamato a scegliere da che parte stare: dal lato una razza di alieni voraci, violenti ed assetati di sangue chiamati Kharaa oppure dal lato di soldati terrestri coraggiosi, armati di tutto punto e chiamati a difendere le proprie basi militari: i Frontiersmen. Lo scopo principale di ogni conflitto è quello di raggiungere la base avversaria e di distruggere la “Mente Alveare” - difesa dagli alieni – o il “Centro di Comando” degli esseri umani e inibire la possibilità di far tornare in vita i difensori distruggendo le strutture dedicate allo scopo. Tra il dire e il fare, però, occorre farsi largo fra i nemici mossi dagli altri giocatori e bisogna farsi strada in vasti ambienti a base di tubature, passerelle, corridoi, stanze e sale di diversa fattura: le tipiche strutture avveniristiche alle quali ci hanno abituati i più disparati lungometraggi fantascientifici. Vagando per le claustrofobiche strutture di Natural Selection 2, la mia mente non ha potuto che rievocare le ambientazioni della serie cinematografica Aliens.
In origine, nei piani degli sviluppatori, il motore grafico delegato alla gestione di tutto quello che si vede e si sente, in Natural Selection 2, doveva essere il versatile Source Engine di casa Valve Software, lo stesso engine che ha dato vita ad Half-Life 2, Counterstrike Source e Left 4 Dead. Ma a partire dal 2006, un certo Max McGuire, già dipendente di uno studio di sviluppo importante come Iron Lore Entertainment, convinse il team ad abbandonare il sempreverde Source a favore di un engine grafico sviluppato per l’occasione: questo motore grafico prese il nome di Evolution, per poi assumere il definitivo nome di Spark, ed è stato creato per la realizzazione di questo titolo. Il motivo che ha spinto Unknown Worlds Entertainment ad abbandonare una tecnologia di terze parti è presto detto: Natural Selection 2, come più volte accennato, è uno sparatutto online che unisce anche elementi di strategia in tempo reale. Va da sé che adottare il Source avrebbe giovato sotto l’aspetto visivo ma non sarebbe tornato utile per sviluppare il vero punto di forza del titolo. Visivamente parlando, in ogni caso, il gioco degli sviluppatori americani si difende piuttosto bene, dalla scelta delle texture alla realizzazione degli ambienti, la gestione dell’illuminazione e quella delle animazioni sono di discreta fattura e donano al titolo una sua identità. Chiarisco che non siamo di fronte ad un campione di grafica, ma neanche ad un titolo da bocciare in questo senso, anzi. L’unico comparto che non mi è sembrato all’altezza è quello sonoro, tanto sul fronte degli effetti sonori quanto su quello musicale: si poteva fare qualcosa di più, forse, su questo versante.
La realizzazione dei livelli è di discreta fattura, certo appaiono un po’ troppo simili fra loro sotto l’aspetto dell’oggettistica e delle texture, ma il design dei livelli mi è parso comunque ispirato, le mappe in genere (poche di base, fortunatamente il titolo è compatibile con Steam Workshop e i modder hanno già rilasciato molte mappe aggiuntive) non sono proprio uguali fra di loro nonché vaste abbastanza per garantire una libertà d’azione di un certo spessore. Le due squadre impiegano del tempo ad esplorare e ad attaccar battaglia ma, durante questa attesa, è positiva la sensazione di adrenalina che si può percepire, sia che si giochi dalla parte degli alieni che dalla parte dei soldati: bastano pochi morsi o pochi proiettili, all’inizio, per passare a miglior vita e attendere il respawn (termine tecnico che indica il ritorno attivo sul campo di battaglia).
Se uno non si fermasse per bene a studiare tutta l’offerta di Natural Selection 2, potrebbe cadere nell’errore di scambiarlo come un poco ispirato sparatutto online a squadre con poche frecce in faretra. Invece, ciò che lo distingue dalla solita offerta ludica è la presenza del cosiddetto Commander. Sia giocando dalla parte dei Frontiersmen che dalla parte dei Kharaa, infatti, uno dei giocatori può prendere il controllo del cosiddetto “Centro di Comando” e trasformare, in pochi attimi, uno sparatutto online in un insolito (ed interessantissimo) strategico in tempo reale. Il giocatore che si improvvisa Commander ha l’onore e l’onere di guidare i propri compagni alla conquista e al controllo dei punti strategici che garantiscono risorse. Queste risorse, analogamente a quanto accade in uno Starcraft, in un Age of Empires o in un Command & Conquer, vanno investite nell’edificazione di nuove strutture, siano queste semplici portali per velocizzare il respawn, siano queste nuove strutture che permettono di potenziare armi, armature ed efficienza dei soldati. La visuale stessa, in questo ruolo passa dalla classica soggettiva di uno sparatutto ad una visuale dall’alto, con pochissime velleità tridimensionali. Il resto della squadra è spinto a cooperare con sinergia: nelle prime battute alcuni devono provvedere alla difesa della base e al procacciare risorse. Altri devono aiutare il Commander nell’edificazione e nel miglioramento delle strutture e delle tecnologie (dalla parte degli alieni più che di tecnologia è opportuno parlare di evoluzione). Questa peculiarità è il punto di forza o di debolezza di tutta l’offerta di Natural Selection 2: da un lato può far felici tutti coloro che cercano nuovi stimoli ed un ritmo più ragionato, dall’altro potrebbe allontanare proprio chi cerca velocità, accessibilità e pochi fronzoli. Come ogni strategico degno di tal nome, insomma, anche Natural Selection 2 si pone nel novero di quei titoli che non sono per tutti indistintamente ma mirano ad un’utenza più matura e qualificata.
Natural Selection 2 è uno sparatutto in soggettiva con interessanti elementi di strategia in tempo reale ben amalgamati, supportato da un motore grafico d’eccezione e da una community che ne garantisce tanto la vita quanto la varietà a livello di creazione di mappe e situazioni. Vi sono però alcuni aspetti che non gli permettono di scrollarsi di dosso la nomea di gioco “bello ma non per tutti” e che lo limita fortemente agli occhi degli appassionati più veterani. Prima di ogni cosa, proprio perché non si profila fin dall’inizio come un gioco che può piacere a tutti, si ritaglia da subito la sua nicchia e tiene le distanze tanti che, magari, fra una partita e l’altra a Battlefield Bad Company 2 cercano qualcosa di diverso: è dura trovare un’alternativa in un gioco che richiede molta dedizione per essere padroneggiato al meglio. Il pacchetto iniziale servito dagli sviluppatori è certamente un po’ povero di contenuti e solo grazie ai modder della comunità il gioco si fa grande e – soprattutto – un po’ più vario.

