Worlds Factory - Chi siamo
In breve
Benvenuti su Worlds Factory, network in cui noi umili redattori vi presentiamo le nostre analisi sui vari mondi che catturano ogni giorno l’immaginazione di milioni di persone e, di converso, voi rispondete con le vostre opinioni, all’interno di una comunità altamente interattiva.
Perché WF?
L’idea ci è giunta spontanea. Libri (ma anche fumetti e manga), film e Serie TV, videogiochi e affini hanno un denominatore comune: in tutti i casi ci trasportano in mondi più o meno possibili, più o meno alternativi, più o meno originali, ma comunque diversi dalla realtà quotidiana che troppo spesso soffoca in molteplici modi la nostra personalità e identità. In questi mondi i personaggi fittizi (verso i quali c’è una tendenza all’immedesimazione, conscia e/o inconscia) possono rivivere, grazie alle sapienti mani dei Mastri Creatori, non solo fantastiche avventure al limite dell’immaginazione ma anche e soprattutto le ingiustizie e le problematiche in cui ciascuno di noi può imbattersi ogni giorno, superandole (non senza difficoltà) grazie allo status di eroi. Queste narrazioni, pur con i distinguo dovuti alle differenti declinazioni dei vari media, assumono anche una funzione sociale e quindi il loro successo non può stupire l’osservatore attento.
E se romanzi e film sono da tempo oggetto di analisi scrupolose e dotte, lo stesso non può dirsi ad esempio per il videogioco, l’unico fra tutti a fornire la libertà d’azione all’utente e non a caso, anche quello che sta godendo di una crescita straordinaria negli ultimi anni. La nostra missione è quella di guidare i lettori ad una migliore comprensione dei mezzi d’intrattenimento più importanti del nostro tempo, grazie a un’informazione che sappia essere al contempo accessibile e dettagliata, affinché il grandioso patrimonio costituito dalla creazione, immaginazione e diffusione di mondi e storie ad essi correlate possa svilupparsi e perpetuarsi nella società.
Vogliamo fornirvi una lente d’ingrandimento tutta speciale (dati gli argomenti, non potrebbe che essere così) non solo sui prodotti, ma anche su coloro che li realizzano e sui processi creativi che portano all’opera finita.