La terza stagione di “The Walking Dead”, che vede Glen Mazzara prendere il ruolo di principale showrunner, è caratterizzata da una prima parte dai ritmi veloci, per certi versi quasi forsennati, ed una seconda piuttosto lenta. Gli episodi totali sono sedici: il trend continua verso l’alto, quindi, dopo i tredici episodi della seconda e i soli sei della prima e anche gli ascolti hanno premiato di nuovo il serial di AMC, attestandosi in media sui dieci milioni di spettatori.
Sono passati mesi dall’attacco alla fattoria e Rick & Company sono diventati abili nelle tecniche di sopravvivenza. Per caso adocchiano un luogo sicuro, una prigione: il posto sembrerebbe l’ideale per proteggere tutto il loro gruppo e la bambina che Lori aspetta. I walkers, per certi versi, non sono un problema: i nostri hanno ormai imparato ad affrontarli. C’è, però, da fare i conti con i detenuti sopravvissuti: un manipolo di uomini più o meno pericolosi ed intenzionati a proteggere il posto che per mesi è stato la loro casa dopo l’apocalisse. Quanto si è disposti a fare per sopravvivere? Quanto spietati si può arrivare ad essere per proteggere i nostri cari? Tornano ancora le tematiche care alle precedenti stagioni e non si può fare a meno di riflettere sul fatto che, se Rick avesse fatto scelte migliori, il gruppo avrebbe subito meno perdite (pensiero che farà capolino anche alla fine di questo terzo ciclo di episodi).
Risolti i problemi interni relativi alla loro nuova casa, Rick e gli altri devono fare i conti con una nuova minaccia: il Governatore. Questa figura, una delle più popolari all’interno del fumetto, è tratteggiata dal bravo David Morrissey (che alcuni ricorderanno nel dimenticabile “Basic Instinct 2”), il quale interpreta Philip, un sopravvissuto che è riuscito a prendere il potere su un manipolo di persone diventando capo di una cittadina che è quasi un “paradiso” in quel che rimane del nostro mondo. E nella cittadina in questione arrivano, portate da Merle, Andrea e la sua compagna d’avventure Michonne: quest’ultima, però, inizierà subito a sospettare che sotto i modi affabile del Governatore si celi un individuo tutt’altro che raccomandabile. Anche Rick e i suoi avranno ben presto a che fare con Woodbury, così è stato chiamato l’avamposto, e con i suoi abitanti.
Questa è la stagione dei grandi ritorni e degli addii: Morgan e Merle, conosciuti nella prima stagione fanno (non troppo a sorpresa) la loro ricomparsa, mentre altri personaggi ci dicono (inaspettatamente, in almeno un caso) addio. Plauso agli autori per averci finalmente mostrato che ne è stato di Morgan dopo che Rick aveva lasciato lui e il piccolo Duane e per aver reintrodotto Merle, fratello di Daryl, ottimamente interpretato da Michael Rooker. Ma lasciatemi dubitare sul senso avuto dal ripescare un simile personaggio, farlo riunire al suo consanguineo per poi completare il suo “arco narrativo” in quel modo; non c’è stato neppure il tempo di indagare sui risvolti psicologici di ciò e neppure di far affrontare adeguatamente a Daryl gli eventi. Tutto è stato affrontato con eccessiva superficialità.
Per quanto riguarda Andrea, che a parere di chi vi scrive era tutt’altro che una stupida di facili costumi come da molti detto in rete, la sua morte è stata inaspettata e di grande impatto: con lei, che tanto aveva combattuto perché le parti in conflitto risolvessero civilmente i loro dissapori, muore la speranza. Muore anche uno dei personaggi più realistici della serie, una donna come tante che, nel buio delle “fine del mondo” aveva solo cercato e sperato di trovare un posto dove vivere in tranquillità. Un surrogato della sua vita prima dell’apocalisse. Come darle torto? Che poi la si possa tacciare di eccessiva credulità, quella è un’altra storia.



Ti dirò, la terza stagione non mi è dispiaciuta affatto, a mio avviso è per molti versi meglio della seconda. E, francamente, quando è morta Andrea ho stappato lo champagne.
Serie in progressiva caduta libera…
Ci sono affezionato perchè adoro gli zombie, e provo a farmela piacere ma, effetti speciali a parte, ha davvero ben poco da offrire. A volte non capisco esattamente cosa c’è che non funziona, poi per caso vedo in Tv un episodio di Breakin Bad e allora diventa lampante cosa sono cose come Sceneggiatura, Dialoghi, Trama, Approfondimento dei personaggi… tutte cose che TWD non ha.
In caduta libera non direi, più o meno è sui livelli della seconda, non eccelsi anche quelli. Però avevo sperato in un miglioramento, la prima parte sembrava avallare questa speranza ma poi alcuni episodi insensati (come quello in cui Rick e il Governatore si confrontano nel casolare abbandonato…) hanno rovinato molto.
E’ vero, potrebbe essere molto meglio in tanti aspetti (capisco a cosa ti riferisci con Breaking Bad, io seguo Homeland ed è un’altra gemma che non ha nulla a che fare dal punto di vista di trama e colpi di scena con TWD), anche se la scenografia rimane di primissimo livello.
@mino : penso che siamo stati in tanti a farlo!
Devo dire che ho preferito la terza stagione alla seconda. La pecca di questa terza (oltre che alla pausa invernale) è stata la parte semifinale. L’inizio ha avuto degli episodi complessi ma intriganti, come al solito alcune puntate sembrano essere state esse lì per allungare il tutto (perché poi?) e il finale scoppiettante, vittime a go go e colpi di scena che in parte mi hanno lasciato a bocca aperta. Forse mi aspettavo un tantino di più. Spero nella quarta e rimango comunque in attesa fremente. (spero che nessuno che non abbia ancora visto il finale abbia letto chi è morto nei commenti :-P)
Il Governatore è un personaggio da teatrino del b-movie, non meglio del cattivone bendato di “Waterworld”…è stato interessante nei primi episodi, ma poi ha finito tutto quello che aveva da dire…da 5 o 6 episodi dalla fine onestamente. La vera piaga della serie. Il fatto che non muoia e che quindi prometta di farsi rivedere anche nella season 4 già mi fa passare la voglia di guardarla.
Preferisco il fumetto (per adesso) perché la storia fila liscia, più veloce e la gente muore più in fretta XD
Secondo me il Governatore è rimasto ancora in vita perché la quarta stagione girerà in parte sul complotto per la sua morte.