“Il quarto e ultimo capitolo della trilogia”, recitava la tagline di Scary Movie 4, ed effettivamente, nei piani di David Zucker e della Dimensions Film la serie spoof iniziata nel 2000 dai fratelli Wayans doveva concludersi al quarto episodio. Il richiamo del botteghino, si sa, può essere un ottimo motivo per cambiare idea, e l’invasione mai cessata di horror od aspiranti tali nelle sale cinematografiche ha dato materiale più che in abbondanza per proseguire la satira. Zucker, rimesso al lavoro sulla pellicola, si limita stavolta alla sola sceneggiatura, preferendo lasciare il timone della regia a Malcolm D. Lee, cugino del più celebre Spike Lee.
La storia (?) di Scary Movie 5 comincia come i migliori film horror: una coppia attaccata da un fantasma piuttosto invadente, scomode presenze, sparizioni improvvise. E’ così che Charlie (Sheen) sparisce assieme ai suoi tre figli; questi ultimi, però, vengono ritrovati in una baita isolata in mezzo al bosco e riportati alla civiltà da Snoop Dogg. A prendersi cura delle due bambine e del fratellino interverranno Dan e la sua non proprio entusiasta fidanzata Jody. Unico problema: i pargoli si portano appresso Madre, una fantasma piuttosto possessiva, che non renderà facile la vita a Dan, impegnato in una ricerca su scimmie super-intelligenti, ed a Jody, che tenta di sfondare nel balletto interpretando Il lago dei cigni.
La struttura è sempre la stessa: due o tre parodie principali (in questo caso, La madre di Andres Muschietti, Paranormal Activity di Oren Peli, L’alba del pianeta delle scimmie di Rupert Wyatt e Il cigno nero di Darren Aronofsky) nelle quali si innestano riferimenti e gag ispirate a numerosi altri film, appartenenti o meno al genere horror. Nel calderone, stavolta, finiscono il remake de La casa, ancora inedito in Italia, Insidious, Sinister, Poltergeist, Inception (con Ben Cornish “sosia” di Leonardo Di Caprio), Quella casa nel bosco, The Help, Non aprite quella porta e perfino 50 sfumature di grigio. Inaspettatamente gustoso l’omaggio, quasi affettuoso, a L’armata delle tenebre di Raimi, col demoniaco Necronomicon attivato dalla famigerata formula di avvio del robot Klaatu dell’originale Ultimatum alla Terra (“Klaatu Barada Nikto!”).
La sceneggiatura di Zucker, veterano e co-inventore del sottogenere spoof, salva la pellicola dal completo disastro, ma la vis comica degli ultimi due episodi (che già latitava pericolosamente) va spegnendosi in maniera inevitabile per la serie di Scary Movie. Le gag ricorrenti (infanti malmenati, incidenti domestici, rimandi scatologici) sono fin troppo ricorrenti per divertire più di un paio di volte, e vere idee mancano del tutto. Contribuisce all’affondamento definitivo la versione italiana, che arriva a tradurre (?) dialoghi “normali” come “Good evening, professional medium” con battute inascoltabili del tipo “Sono medium, ma ce l’ho large”. Certo, meglio delle oscenità della coppia Friedberg & Seltzer, ma di questo Scary Movie 5 (distribuito anche come Scary MoVie) non si sentiva comunque il bisogno.

