Quando si parla di picchiaduro è facile concatenare a raffica discussioni su di uno StreetFighter, un Tekken, un Soul Calibur od un King of Fighter a caso. Negli ultimi anni, o anche decadi, se volete, certi titoli hanno dominato i cabinati ed i salotti infiammando le amicizie a suon di mezze lune più pugno. Ultimamente il mercato, grazie anche all’ormai immensa rete di giocatori che si sfidano online, sta facendo registrare una netta crescita per i giochi di lotta; tra l’altro l’impatto maggiore lo hanno avuto quei titoli che si uniscono in un crossover con un paio di magiche letterine: “VS”. Con tutti questi titoli sacri sembra quasi non esserci più spazio per nuovi studi e nuovi progetti nel genere, anche a causa (e per merito) della qualità raggiunta da questi titoli e della portata che queste “Joint Venture” hanno tra i fan delle varie saghe coinvolte.
I NetherRealm però hanno comunque saputo far svettare il loro vessillo con l’ottimo reboot della saga di Mortal Kombat, uscito un paio d’anni fa e capace non solo di rilanciare a dovere una serie sulla via del tramonto, ma anche di mettere in evidenza le grandissime potenzialità di questo team basato a Chicago, anche se con Ed Boon e il resto degli ex-Midway tanti dubbi non si potevano certo avere.
Con Injustice i Nether Realm abbandonano gli smembramenti oltre ogni limite di Mortal Kombat per immergersi nell’universo DC. Con questa scelta, però, si trovano in mano la classica patata bollente; se con Mortal Kombat avevano in mano il destino della serie, con Injustice si sono ritrovati un’intera schiera di eroi da far coesistere in modo credibile, tutto questo proprio quando dovevano confermare al mondo dei videogiochi la propria competenza. Come sono andati? Ottimamente, per fortuna.
L’aspetto più importante in un gioco di combattimento è sicuramente il gameplay, quindi permettetemi un piccolo stravolgimento di scaletta utile per partire proprio dal cuore pulsante del gioco.
In questo senso i NetherRealm sembrano aver imparato dai loro (pochi) errori e limato i lievi difetti che si potevano additare a Mortal Kombat cambiandone di gran lunga l’impostazione, tanto che serve chiarire subito un concetto: Injustice è un gioco a sé, non è un mero cambio di skin od un riproponimento delle stesse meccaniche di gioco con personaggi diversi. I cambiamenti sono infatti tanti e piuttosto significativi. Si parte dalla parata, ora non più relegata al grilletto destro bensì attivata con la pressione del movimento all’indietro rispetto all’avversario, come accade già nella quasi totalità dei picchiaduro. Torna il sistema di combo, ora più fluide e più facili da gestire. Per completare come si deve una combo e infliggere quindi una quantità di danno notevole si dovranno premere i tasti nella giusta combinazione ancor prima che i colpi vadano a segno. Questo aspetto da un lato aumenta la spettacolarità degli scontri e privilegia giocatori con buona memoria e molta velocità, dall’altra scoraggia in parte i neofiti e quelli che vogliono maggior tecnicismo e maggior impegno per concatenare combo infinite e, soprattutto, personali. Niente di drastico, ci si abitua facilmente e si godono gli scontri anche senza dover studiarsi di notte le varie combo differenti per ogni personaggio. Tra l’altro ora i tasti dedicati agli attacchi sono solamente tre: debole, medio e forte. Il quarto tasto sulla pulsantiera è adibito alle caratteristiche speciali dei singoli personaggi. Con la pressione di questo tasto si attivano dunque diverse abilità: c’è chi come Superman, Aquaman e Lanterna Verde potenzia le doti fisiche, mentre altri come Batman e Freccia Verde sfruttano un ulteriore sistema di attacco. Una novità che si sposa assai bene con le differenti caratteristiche dei supereroi DC.
A mettere un paletto al sistema di combo devastanti ci pensa ancora una volta il meccanismo “Combo Breaker”. In questa reinterpretazione del sistema di rottura combo troviamo però, tramite una scenetta di pochi istanti, la possibilità di impiegare parte della barra delle mosse speciali per vincere lo scontro, che ci si andrà a godere mediante un brevissimo intercalare filmato, ottimo per smorzare il ritmo e ribaltare le sorti della partita.
A proposito delle mosse speciali, come era lecito aspettarsi, ogni personaggio gode di una propria mossa devastante, attivabile (a barra piena, logicamente) mediante la sola pressione di due tasti. La barra per le mosse speciali è composta da più segmenti, utilizzabili anche singolarmente compiendo determinate mosse e tenendo premuto uno dei due tasti adibiti alla mossa special, così da rendere anche le classiche mosse da mezza luna (come uno scocco di freccia o un lancio di bat-a-rang) ulteriormente nocive.
Anche l’impostazione del match subisce un cambiamento tattico notevole. L’incontro è composto da un singolo round con la barra dell’energia vitale doppia. Una volta scaricata la prima metà il gioco si interrompe per qualche istante e riprende senza riallineare l’energia vitale dei duellanti. Questo aspetto rende i combattimenti molto più frenetici, ma allo stesso tempo anche molto più ponderati e tattici.
Ad aumentare il livello “strategico” ci pensano gli scenari interattivi, pieni di oggetti da rompere in faccia all’avversario, pulsanti da premere e muri da far rompere con la schiena al malcapitato nemico, per farlo precipitare poi in un’altra area di gioco (ed infliggergli, ovviamente, ingenti danni).
Tutti trovano il proprio spazio grazie ad un gameplay immediato e divertente, ma anche profondo ed assai tattico. L’unica pecca per qualcuno sarà rappresentata dal sistema di combo “anticipato”, ma ci si abitua molto in fretta ed i neofiti o le fidanzate saranno comunque a proprio agio nel premere a caso i tasti, tattica sempre valida per mettere a segno almeno qualche colpo.
Un altro problema riscontrabile durante gli scontri è il dislivello tra alcuni lottatori, alcuni dotati di mosse dalla distanza davvero fastidiose. Niente che faccia impazzire o impossibile da gestire, ma trovarsi online con qualcuno un po’ smaliziato e/o scorretto potrebbe darvi leggermente sui nervi. Come hanno già dimostrato con Mortal Kombat, i NetherRealm paiono intenzionati ad inerire una storia coinvolgente ed appagante anche nei giochi di combattimento, aumentando così il divertimento anche durante il gioco in single player. Come fare però a giustificare la lotta tra i supereroi più potenti della terra? Per questo deve venire in contro una modalità storia intelligente ed avere la possibilità di far coesistere i tanti e (tanto) differenti personaggi.
Quando ci si appresta a creare una storia al di fuori del loro mondo, i supereroi dei fumetti diventano improvvisamente delicati e debolissimi. C’è inoltre sempre il rischio di adirare alcuni fra i moltissimi estimatori (e mi ci metto anche io in questo gruppetto) creando così versioni alternative che non convincono affatto quelli che più amano i vari personaggi.
Incredibilmente, anche in questo aspetto, il lavoro svolto è pressoché ottimo. Troviamo una storia convincente, capace di adattarsi bene al format del videogioco al punto che la trama potrebbe benissimo essere rappresentata, e con discreto successo, sulle pagine del mensile della Justice League. Tra l’altro si notano lievi analogie col recente maxi-evento “Flashpoint”, caratterizzato da salti temporali, dimensioni alternative e via dicendo; evento che, oltretutto, ha caratterizzato l’ultimo reboot DC. Si trovano delle leggere forzature nella trama, più che altro dovute al sistema di ‘ogni incontro uno scontro’, che deve necessariamente caratterizzare un gioco dedicato al combattimento.
Oltre alla divertente ed appassionante modalità storia Injustice vanta l’imprescindibile modalità arcade, che presenta una quantità impressionante di varianti, dalla scalata dei combattenti classica a quella con mezza barra della vita attiva, dall’handicap del veleno attivo (con la barra della vita che scende di secondo in secondo) all’energia che non si rigenera tra uno scontro e l’altro ed una quantità notevole di altre modalità da comprare tramite crediti di gioco nell’apposita sezione extra. In aggiunta a ciò c’è anche la modalità sfida, dove si è chiamati a soddisfare diverse richieste durante i combattimenti o a lottare secondo determinate condizioni. Questa modalità abbraccia ogni personaggio e vanta diverse missioni per ogni supereroe ed ogni supercattivo presente nel roster, per un totale di oltre 200 sfide.
Tra modalità storia, modalità online, arcade con diverse soluzioni, missioni ed extra da sbloccare Injustice ha la seria possibilità di prendersi un posto fisso e duraturo nel cassettino della vostra console. Tecnicamente il gioco è pregevole, con modelli realizzati in modo magnifico ed animazioni fluidissime. La palette cromatica è appropriata ed i costumi creati per l’occasione sono veramente ispirati.
La colonna sonora piena di epicità e rockeggiante stile si sposa alla perfezione coi personaggi e tutte le grida di battaglia, il doppiaggio ed i tonfi del caso riecheggiano nelle arene interattive e finemente realizzate. A stonare un po’ sono i filmati della modalità storia, che avrebbero potuto beneficiare di una maggiore cura.

