Alla sua terza esperienza sulle monoposto della F1, Codemasters cerca di lasciarsi dietro i numerosi problemi delle stagioni passate per puntare alla creazione di un’esperienza dedicata agli amanti del genere (e non solo) più completa ed appagante possibile. L’azienda britannica sembra aver acquisito più esperienza e si vede: a prima vista risaltano subito diversi cambiamenti e l’aggiunta di nuove modalità di gioco, inoltre sono stati eliminati alcuni fastidiosi elementi, che tanto lo hanno penalizzato in passato. F1 2012 preme forte sull’acceleratore e promette di portare la magia del Campionato del Mondo di Formula 1 su console d’alta definizione e computer; nonostante la pubblicazione già avvenuta da qualche mese e le livree non aggiornate, rimane il titolo di riferimento in attesa della prossima edizione e certamente l’avvio della nuova stagione di Formula 1 ha riacceso l’interesse per questo titolo. Siete pronti a frapporvi tra Alonso e Vettel nella lotta al titolo?
Questa terza edizione del titolo Codemasters può essere considerata “camaleontica” a causa del suo sapersi adattare ai tempi che corrono, alle nuove esigenze dei giocatori, pur rimanendo fedele alla sua natura. Le innovazioni sono tante, a partire dall’eliminazione della modalità Gran Premio e passando per l’aggiunta di modalità quali Sfida campionato, Campione e il Test per giovani, che altro non è che un tutorial per i neofiti. Queste si vanno ad aggiungere alle classiche modalità Carriera, Gara veloce, Gara a tempo e Corsa contro il tempo.
Ma andiamo con ordine: la modalità Campione è una piacevole aggiunta per tutti coloro che amano immedesimarsi nelle situazioni di gara più disparate, consiste in determinate sfide in cui impersoniamo un pilota e siamo chiamati a completare determinati compiti. Ad esempio dobbiamo superare il nostro compagno di squadra nell’arco di una manciata di giri, in determinate condizioni aerodinamiche, dovendo misurarci con imprevisti come la safety car, condizioni meteo mutuabili, bassa quantità di benzina nei serbatoi e quant’altro. La modalità Campione quindi offre un’aggiunta molto gradita a chi, magari, vuole trovarsi nel mezzo dell’azione sin da subito e non vuole perdere tempo con le tattiche necessarie ad affrontare un gran premio.
La modalità Sfida Campionato è classificabile come una modalità prettamente arcade, in quanto rimanda molto al classico Campionato ma senza il tatticismo di cui necessita: un totale di dieci gare in cui non avremo a disposizione prove libere e qualifiche, bensì un solo giro di prova prima del Gran Premio vero e proprio. Questo è “snellito” rispetto la sua controparte tradizionale poiché presenta un numero molto inferiore di giri; di conseguenza cambiano notevolmente le strategie di gara, dato che la vettura non è soggetta al consumo delle gomme o alla quantità di carburante presente nel motore.
La gara si basa sull’obiettivo di superare il proprio compagno di squadra. Il conseguimento o meno dello scopo determina la nostra carriera, poiché in seguito al rendimento tenuto in pista, gli altri team decideranno se ingaggiarci durante l’arco della stessa annata.
Dal punto di vista del multiplayer le novità non sono sostanziali come nel singolo, si ritrovano sia la modalità split screen, da giocare sia in Gara veloce che in modalità carriera, che la riproposizione delle gare online già viste in F1 2011, che permetterà di sfidare un massimo di 15 avversari.
Nonostante l’ottimo lavoro del team di sviluppo, il titolo soffre degli storici difetti che lo hanno già penalizzato nelle passate edizioni, ma non in maniera grave come in passato. Purtroppo ho notato ben presto il sistema di gestione di urti e impatti, ancora lontano dall’essere verosimile, ritrovandomi quindi molte volte a sbagliare una curva per poi schiantarmi su un avversario o muro e vedere tutt’al più un alettone volare e qualche graffio sulla carrozzeria: nulla che una sosta ai box non possa risolvere.
Un altro tallone d’Achille storico del brand ricompare, purtroppo, anche in F1 2012: mi riferisco all’intelligenza artificiale. Anche alla difficoltà più elevata - pur risultando migliorata nel complesso rispetto al passato - gli altri piloti sono incapaci di “vendere cara la pelle” e di appagare i giocatori più esigenti. Un esempio lampante è quando ci si trova al cospetto di una qualsivoglia curva: in questi frangenti, l’intelligenza artificiale non mostra certo quella “cattiveria” che contraddistingue i veri piloti. Raramente mi è capitato di vedere una curva eseguita di prepotenza o, in generale, un avversario che esca fuori dalla traiettoria ideale. Tali problemi si manifestano anche in relazione ai sorpassi, poiché al momento di esser braccati dagli avversari si nota una certa “rimostranza” nel sorpasso a causa di un atteggiamento troppo prudente, quasi trasformando la monoposto in una Safety Car improvvisata. Fortunatamente, aumentando la difficoltà questo difetto si attenua pur senza scomparire completamente.
Devo rilevare una nota positiva riguardo ai famigerati bug, diminuiti rispetto alla scorsa edizione anche se quelli rimasti sembrano ancora intenzionati a infastidire. Ad esempio, dopo l’ultimo aggiornamento, molti utenti lamentano problemi per quanto riguarda l’utilizzo del volante, che non viene riconosciuto come tale dal gioco ed impedendo la sterzata.
F1 2012 si pone a metà strada tra un arcade e una simulazione impura, capace di dare un’ottima dose di personalizzazione alle impostazioni dell’auto e adattandosi a tutti i tipi di guida. Oltre agli assetti personalizzabili, abbiamo a disposizione una serie di assetti preimpostati da usare nelle varie fasi di gara, che corrono in aiuto di tutti i piloti principianti non ancora in grado di regolare l’auto in base alle proprie esigenze. Potremmo quindi scegliere tra un assetto da asciutto, bagnato, misto e usare la mescola migliore in base alla nostra strategia, influenzata ulteriormente dall’implementazione di Kers e DRS. L’esperienza di gioco è pesantemente condizionata dagli aiuti: attivandoli tutti abbiamo un’esperienza di gioco molto vicina all’arcade in cui, con ABS e controllo della trazione attivati, raramente ci ritroveremo a fare un testacoda. Inoltre, aiutati dall’ormai consueta traiettoria e dai flashback che abbiamo imparato a conoscere tramite la serie DiRT, la guida diventa alla portata di tutti anche se, soprattutto se si è alla prima esperienza su una monoposto, bisogna fare qualche giro per prendere completa dimestichezza con lo stile di guida semplificato. L’esperienza di guida raggiunge vette abbastanza verosimili e impegnative soprattutto se affrontate col joypad (naturalmente meno competitivo rispetto ad un volante, comunque), mentre disattivando tutti gli aiuti il livello di sfida sale. Non è affatto difficile quindi fare un testacoda, persino su rettilineo, oppure trascorrere più tempo ai box che in gara. L’esperienza della Formula 1, inoltre, è resa più reale dal sistema di squalifiche, avvertimenti, Safety Car e tutto ciò che il regolamento impone, costringendo il giocatore a seguire una certa linea etica, che rende ancora più complessa l’esperienza.
I ragazzi di Codemasters sono riusciti a tirar fuori dall’EGO Engine un comparto grafico di sicuro valore, capace di migliorarsi e tener testa alle produzioni in uscita nell’ultimo periodo. Sebbene la natura del titolo sia chiaramente multi-piattaforma, il livello generale di dettaglio riesce a raggiungere una certa levatura, beneficiando di una serie di effetti visivi molto convincenti. Soprattutto in presenza di un certo fattore climatico, vedremo un ottimo gioco di luci e riflessi, effetti come sporco e graffi sulle vetture, piste molto suggestive e fedeli alle controparti originali, siano queste sull’asciutto o, soprattutto, sul bagnato: in questi frangenti il motore grafico offre indubbiamente il meglio.
Il parco circuiti dimostra una gran cura dei particolari, con tracciati, cordoli, spalti e box curati quasi maniacalmente, anche se gli sfondi non sempre risultano essere curati come dovrebbero.
A proposito delle prestazioni del motore grafico non possiamo non parlare della resa su PC, che presenta dei requisiti di sistema non troppo esosi soprattutto grazie al grande lavoro di ottimizzazione svolto dal team, che ha contribuito a rendere il titolo molto leggero e versatile garantendo una discreta fluidità. Il risultato finale, comunque, non denota un netto miglioramento su PC rispetto le console casalinghe come sarebbe stato lecito aspettarsi e questo è certamente un peccato. Il comparto sonoro risulta molto preciso e dettagliato, dal rombo dei motori allo stridere delle ruote, fino alla voce dell’ingegnere a bordo pista. Buone le musiche nei menu di gioco.


