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Devil May Cry: Dante “teenager” non è poi così male

Date Published: 04/25/2013
DMC - Devil May Cry
84 / 100 stars
 DMC - Devil May Cry, ovvero il tanto chiacchierato reboot della serie ad opera di Ninja Theory, giunge indubbiamente in un periodo delicato per CAPCOM: non si è ancora spenta, infatti, l’eco del flop di critica e consensi che ha ricoperto la sesta edizione di Resident Evil, la leggendaria saga sugli zombie. Un altro passo falso nuocerebbe certamente alla reputazione della gloriosa casa nipponica, tanto più che certi fan già dai primi trailer storcevano il naso sul look differente del nuovo Dante, ma dopo aver completato la campagna a modalità Nephilim (la più difficile disponibile all’inizio) mi sento di dissipare nel modo più assoluto i dubbi: il titolo di Ninja Theory è un action game di ottimo livello, nonché una validissima new entry nella serie Devil May Cry (a sua volta concepita originariamente come reinterpretazione di Castlevania).

Devil May Cry: Dante teenager non è poi così male

Personalmente ero molto curioso di vedere il risultato della collaborazione fra CAPCOM e Ninja Theory in una serie importante come questa. Avevo apprezzato notevolmente Heavenly Sword, fatta eccezione per la longevità ridotta al minimo, mentre d’altro canto Enslaved: Odyssey to the West mi aveva lasciato relativamente impassibile. Con mia grande felicità, ho potuto notare fin dai primi istanti di gameplay che in DMC la casa di Cambridge è riuscita a rinverdire l’azione di gioco senza tuttavia snaturarla. Nella versione PC, preferibile laddove possiate scegliere, la fluidità è ancorata agli agognati sessanta frame per secondo e la reattività è eccellente, soprattutto nel combattimento ravvicinato. Come da copione Dante inizia la sua avventura con due armi (la spada ereditata dal padre, Rebellion e le fidate pistole, Ebony&Ivory) e pochi poteri, ma gradualmente l’arsenale a disposizione del giocatore si amplia a dismisura. Nuove armi vengono fornite in seguito a determinati avanzamenti nella trama, ma le abilità si sbloccano spendendo  i punti ottenuti con lo sterminio dei mostri: come da tradizione stabilita nei capitoli precedenti, il giocatore non dovrà solamente sopravvivere agli assalti dei mostri ma anche farlo con stile, poiché un apposito contatore in alto sulla destra terrà conto in tempo reale della performance.

I fattori in grado di incidere maggiormente sul risultato sono fra gli altri la varietà delle mosse utilizzate, la continuità dei colpi portati (niente fuga strategica, quindi) e, di gran lunga il più importante, la capacità di evitare i colpi ricevuti. La rapidità con cui è possibile acquisire nuove mosse dipende quindi strettamente dalle prestazioni in combattimento, il che è in parte un peccato, perché una volta che l’arsenale viene acquisito del tutto DMC rifulge al massimo del suo potenziale. Ogni arma ha peculiarità specifiche, ad esempio il set Aquila (composto da due lame gemelle da lancio) consente di stordire i nemici a distanza, le pistole sono ideali per “tarpare” temporaneamente le ali alle fastidiose Arpie, l’ascia Arbiter è ottima per fare breccia attraverso gli scudi nemici eccetera; le possibilità di combinazione sono davvero notevoli ed è a questo punto che ogni combattimento diventa estremamente soddisfacente, mentre si tenta di annichilire i nemici nel modo più efficace e al contempo stilisticamente impeccabile, riuscendo a restituire quella sensazione adrenalinica così importante per un gioco action e specialmente per Devil May Cry. A questo contribuisce attivamente  la felice scelta del pad direzionale per il cambio di armi in tempo reale (anche durante le combo, a patto di essere fulminei): non sono pochi i giochi che si preoccupano di rifornire in fretta e furia il giocatore di armamenti strabilianti, salvo poi dimenticarsi di renderli facilmente accessibili durante la fase di gameplay e questo è un ulteriore punto a favore del gioco pubblicato da CAPCOM.

“Con l'arsenale al completo ogni combattimento diventa estremamente soddisfacente”

Il livello di sfida, vale la pena specificarlo, non è paragonabile a Dark Souls (o, per restare alla serie di Dante, a DMC 3) e questo forse è un bene per quegli utenti che non sono in vena di varcare costantemente la soglia della frustrazione; sarebbe decisamente un peccato, infatti, se qualcuno fosse scoraggiato nel completamento del gioco, data l’ottima varietà degli scenari di gioco e la piacevole sorpresa della caratterizzazione dei personaggi. Sì, Devil May Cry tradizionalmente non ha mai brillato da questo punto di vista e quindi è sorprendente scoprire un Dante che matura visibilmente durante lo sviluppo della storia, passando da teenager ribelle con poteri a protettore dell’umanità anche grazie alla figura di Kat, l’umana dotata di capacità psioniche che stringe un forte legame col protagonista; ben gestita anche l’escalation della tensione fra Dante stesso e il fratello, Vergil, che forse coglierà qualcuno impreparato al suo culmine. Certo, lungi dal sottoscritto affermare che DMC sia dotato di una trama straordinariamente complessa, perché è proprio il contrario: si tratta pur sempre di far fuori i cattivoni di turno, come in ogni action puro, ma il tutto è gestito con sapiente consapevolezza e in questo modo i pregi vengono valorizzati, una scelta che trovo preferibile a storie che puntano alla grande complessità senza avere la capacità di evitare il caos narrativo e le falle logiche che potrebbero derivarne. Anche i dialoghi si lasciano apprezzare, grazie soprattutto al Motion Capture che è uno dei marchi di fabbrica dal punto di vista tecnico di Ninja Theory (ricordo che Heavenly Sword era eccezionale al tempo, in questo), restituendo espressioni facciali in media  ben più credibili rispetto a molti altri videogiochi.

Il discorso si può facilmente estendere all’aspetto grafico nel suo complesso, che denota uno stile pregno di personalità e spesso sfida alcuni fra gli stereotipi del design gotico, dando a Devil May Cry un look a tratti sfavillante e pieno di colori. Ma è nel momento in cui si ricollega quel fugace logo presente nel caricamento iniziale al gioco stesso che si apprezza fino in fondo il lavoro svolto dagli artisti nelle fila di Ninja Theory: mi riferisco all’Unreal Engine 3, l’onnipresente motore di Epic Games che è alla base anche di Devil May Cry.

Per molti anni, i videogiocatori più attenti erano in grado di riconoscere un gioco che utilizzasse l’UE3 semplicemente da qualche frame di un filmato o addirittura da certe immagini; ebbene, sfiderei chiunque a capirlo giocando a Devil May Cry senza conoscenze pregresse. La qualità dell’immagine almeno su PC è ottima grazie all’antialiasing e ad alcuni effetti addizionali (ma niente supporto DX11, purtroppo), senza contare poi il frame rate inchiodato ai sessanta frame di cui ho già parlato in precedenza. A ciò si aggiunge un ottimo accompagnamento sonoro, rigorosamente di carattere hard rock, che contribuisce non poco a pompare adrenalina durante i combattimenti a velocità supersonica tipici del gioco.


84

C’è poco spazio per i mezzi termini con questa nuova incarnazione di Dante. Il titolo realizzato in collaborazione fra CAPCOM e Ninja Theory merita una valutazione molto positiva in virtù dei suoi molteplici pregi e dei ben pochi difetti, fra i quali va annoverata soprattutto una longevità limitata alle 14-15 ore impiegate per il completamento della campagna (ma per i fan più incalliti ci sono altri livelli di difficoltà da domare). Possono dormire sogni tranquilli gli appassionati di Dante, perché Devil May Cry è in ottime mani e non è difficile iniziare a sognare ad occhi aperti, pensando a cosa potrebbe regalarci in futuro Ninja Theory con l’Unreal Engine 4 e le nuove console in dirittura d’arrivo.

  • Ottima grafica e fluidità perfetta su PC
  • Il sistema di combattimento è in grado di dare grandi soddisfazioni
  • I personaggi hanno carisma e interagiscono in modo sensato
  • Longevità limitata
  • /members/ito/ Ito

    A me era già piaciuta la demo non tanto il Dante in se che anche in giovane età è sbruffoncello e altezzoso, quanto il passaggio dal normale al action, con elementi platform che si abbiano ad un uso sensato dell’arpione (mi ricordo che per i vari passaggi ci sia un arpione demoniaco e un qualcos’altro di angelico o sbaglio?).