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Si torna a volare nei cieli con Iron Man 3

Ogni stagione ha il cinecomic che si merita. Ed ecco stavolta, al giungere dell’estate, tocca ad Iron Man 3 di casa Marvel, i cui predecessori si sono rivelati dei successi anche insperati. Ritorna il miliardario playboy genio-e-sregolatezza, ritorna l’armatura, ritornano i supercattivi e le esplosioni. Tutto dovrebbe essere normale e nella norma, ma c’è qualche piccolo cambiamento nell’aria, e non riguarda solo la trama. Infatti dopo un primo film indubbiamente godibile (ma a mio parere lontano da quel capolavoro di genere che molti hanno decantato) e un secondo atto per me ignorabile a prova di Jon Favreau, ecco che a prendere le redini di questo terzo attesissimo progetto arriva la superstar Shane Black.

Potrete ben chiedervi chi è costui. Presto detto, Shane Black è il ragazzo prodigio che a soli ventisei anni scrisse (la leggenda vuole in sei settimane) la sceneggiatura del buddy movie Arma letale, dando avvio a una selle saghe action più remunerative della storia del cinema e alla sua brillante carriera di autore. A quello seguirono l’immancabile sequel, oltre che gli script del famoso L’ultimo boy scout e dello spassosissimo Last action hero con Schwartzenegger. In seguito decise di passare alla regia con Kiss kiss bang bang, che però fu un flop e lo allontanò dagli schermi per quasi una decade. C’è voluto questo terzo capitolo sull’uomo di latta più famoso del momento per riportarlo dietro alla macchina da presa e al lavoro su una nuova sceneggiatura (insieme a Drew Pearce), con tutti gli stravolgimenti che un simile passaggio del testimone comporta.

La vicenda non riparte da dove il tutto si era interrotto col secondo capitolo, bensì dal kolossal The Avengers di Joss Whedon. Dopo quelli che vengono ricordati come ‘i fatti di New York’ il miliardario Tony Stark è in preda a continui attacchi di panico, che rischiano di mettere in pericolo la sua sanità mentale oltre che la sua vita privata, in special modo la relazione con l’amata Pepper. Come se non bastasse all’orizzonte si profilano due nuove minacce. Una è il Mandarino, spietato terrorista che minaccia gli Stati Uniti e il presidente, l’altro è il visionario Aldrich Killian, che in passato Tony ebbe modo di inimicarsi, e portavoce del progetto Extremis…

Si torna a volare nei cieli con Iron Man 3

I più accaniti lettori di questo particolare personaggio avranno potuto fare i salti di gioia per due importanti fattori, già visibili e riconoscibili soltanto leggendo la trama. Il primo è la presenza del già citato Mandarino, storico villain fumettistico di Iron Man, peraltro ricorrente anche nella vecchia serie animata trasmessa negli anni Novanta, e la ripresa della saga di Extremis scritta nel 2005 dal prolifico Warren Ellis (raccolta in un unico blocco dai volumi a tema Marvel distribuiti dalla Gazzetta dello Sport). Due elementi di notevole peso nella vita del supereroe che il regista Black qui assembla in un unico continuum narrativo, plasmandole alla propria maniera e stravolgendole. Si aveva quindi il sentore che il tutto finisse come il non memorabile Spider-man 3 di Raimi (dove il tessitele doveva affrontare ben tre supercattivi) ma la storia, invece, prosegue fluida e senza particolari intoppi. Forse i fan più accaniti storceranno il naso di fronte a delle modifiche di tale portata, ma personalmente vorrei invitarli ad andare oltre ed a godersi la distensiva visione che questo giocattolone riesce ad offrire.

L’apporto di Shane Black però non si limita unicamente nel prendersi delle libertà narrative, ma nello stravolgere il modo di concepire il media di un genere come quello di Iron Man 3. Il regista e sceneggiatore infatti parte puntando su quello che sa fare meglio: ovvero il cinema action. Questo mettere da parte l’aspetto più specifico dei supereroi che la pellicola poteva offrire conferisce così una maggiore possibilità di mostrare le sfaccettature del carattere del protagonista, che si ritroverà momentaneamente privato dei propri ‘poteri’ e costretto così anche a delle battaglie più fisiche e non solo tramite l’ausilio della propria tuta. Anche quando i poteri dei nemici tracimano nella pura fantascienza, sarà sempre con l’apporto di una fisicità nei combattimenti molto sentita e, per questo, quasi più umana. Il combattimento finale offrirà la battaglia piena di esplosioni ed effetti speciali che tutti attendevano, ma non si può ignorare il trattamento che viene dato al personaggio, che troverà finalmente quella giusta catarsi coi propri demoni interiori che, come ci mostra il primo film, ha contribuito lui stesso a creare.

“Sono Tony Stark, ho una ragazza carina, ho costruito molte cose e occasionalmente salvo il mondo! Perciò, perché non riesco a dormire?”

Da evidenziare inoltre come finalmente anche la Marvel cinematografica sia riuscita a trovare una certa coerenza che aveva acquisito su carta dopo decenni di pubblicazioni. Qui abbiamo finalmente modo di vedere gli effetti delle azioni degli Avengers sulla memoria degli abitanti americani, oltre che a degli espliciti riferimenti circa gli altri supereroi che hanno avuto modo di ottenere la loro parte su celluloide. Ormai l’universo Marvel è vivo anche al cinema, e si cerca di sfruttare l’immaginario dello spettatore a 360 gradi.

Tutto questo non avviene senza qualche intoppo, però. Infatti in alcuni punti la trama si fa inutilmente contorta e leggermente tirata per le lunghe, oltre che offrendo dei momenti comici vagamente idioti, senza contare che il mischiare due elementi così importanti per quella che è la storiografia dell’eroe di latta rischia di far perdere il filo del discorso. Elementi negativi che però non pesano troppo e che, fra una battuta e l’altra, sanno rifilare anche un paio di stoccate al sistema made in USA. Certo, sono appena accennate e palesemente nascoste in mezzo a mille altre parole, ma si tratta comunque di una piccola sorpresa visto ciò a cui il cinema americano ci ha abituato di recente.

Non mi resta quindi che augurarvi una buona visione con Iron Man 3, ricordandovi di tenere gli occhi aperti per l’immancabile cameo di Stan Lee e di trattenervi in sala per la speciale sequenza dopo i titoli di coda (ormai, questa, sembra una prassi non scritta).


75

Non un film perfetto, ma di sicuro il migliore dedicato all'eroe che ricorda l'omonima, storica canzone dei Black Sabbath. Qui non ci saranno le canzoni degli AC-DC a fare da colonna sonora, ma si respira un maggior carisma narrativo e delle sequenze d'azione davvero incalzanti. Il capolavoro di genere è decisamente lontano, e in certi punti le battutine dell'affascinate Tony Stark non hanno il mordente dei precedenti capitoli, ma Shane Black supera la prova dando a un franchise oramai ben consolidato la propria visione e, nel suo piccolo, rivoluzionandolo.
Si spera che proseguendo le cosa possano migliorare. Nel dubbio, non resta altro da fare che godersi questa piccola perla dell'intrattenimento supereroistico.

  • Storia interessante e con sequenze esaltanti
  • Cast di prim'ordine, dai consolidati Robert Downey jr e Gwyneth Paltrow, fino a Guy Pierce e Ben Kingsley
  • Alcuni aspetti potevano essere maggiormente approfonditi
  • Certe libertà rispetto al fumetto potrebbero infastidire i fan più accaniti
1 comments
Alessio Palumbo
Alessio Palumbo

Spero di andarlo a vedere il più presto possibile, anche se al momento non so bene quantificare esattamente quando...