Ron Gilbert a Kotaku: “Se facessi un altro Monkey Island…”

Ron Gilbert esordisce con questo titolo, sulle pagine di Kotaku, esponendo poi diciassette punti focali che rispetterebbe ad ogni costo. Sarebbe anche andato contro coloro che hanno gradito, apprezzato o finanche amato il terzo ed il quarto capitolo della saga, famosi anche - e soprattutto - per non portare la firma di Ron Gilbert, autore di The Secret of Monkey Island e Monkey Island 2: LeChuck’s Revenge.
Gilbert scrive, ripete e ribadisce che non è a lavoro su un nuovo gioco di Monkey Island, non lo era dopo Monkey Island 2 e non lo sarà in futuro. Poi passa ad enumerare una serie di motivi che caratterizzerebbero il suo terzo, ipotetico ed idealistico, Monkey Island.

Si chiamerebbe Monkey Island 3-bis e inizierebbe proprio là dove terminava il secondo episodio della saga. Sarebbe un gioco spiccatamente vintage, in due dimensioni, dotato di una sgargiante grafica “a bassa risoluzione” ma condita di tutti gli effetti speciali che nel lontano 1990 gli sviluppatori sognavano di avere: profondità di campo, bagliori, effetti di parallasse e tante piccolezze che - Gilbert ne è sicuro - renderebbero un suo nuovo Monkey Island un gioco tanto retro quanto affascinante. Riporterebbe in auge lo SCUMM, non come lo si era concepito venticinque anni fa, ma una versione più al passo con i tempi. Una cosa sarebbe certa: tornerebbe il famoso inventario con le icone degli oggetti, qualcosa che Gilbert ha sempre adorato e che si immagina realizzata con le tecnologie di oggi “sarebbero così belle, le icone, che vi verrebbe voglia di leccarle”.

Non risparmia neanche qualche battuta al vetriolo sull’andamento del mercato e sul ruolo della stampa specializzata. Riguardo al primo, scrive con decisione che se facesse un nuovo Monkey Island sarebbe un gioco estremamente difficile, come lo erano un tempo, solo per utenti hardcore. Tutti coloro che lo acquisterebbero dovrebbero prendere in seria considerazione di restare bloccati e divenire frustrati, perché non implementerebbe nessun aiuto, nessun “tasto salva-faccia”, nessuna scorciatoia. Escogiterebbe nuovi “enigmi verbali”, come li definisce lui, ma non esclude che possa prendere idee dai concorrenti, perché di idee buone e belle, negli anni, ne ha viste e pensa che funzionerebbero se le riprendesse. Riguardo alla stampa specializzata chiosa affermando “non riceverebbero copie in anticipo. Comprendo le loro ragioni, sono tutte valide, ma non dovrebbero provarlo prima degli altri, spero non si incavolino per questo e spero che queste dichiarazioni non si ripercuotano sul Metacritic dei miei giochi”.

Personalmente parlando, se Ron Gilbert lavorasse seriamente al suo Monkey Island 3-bis, sarei il più felice del mondo, avrei una scimmia pazzesca e starei pronto a bloccarmi, ad imprecare ed a frustrarmi di fronte ai folli e geniali enigmi di quel pazzo sforna-capolavori.


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