Stagione motoristica appena ripresa. Alonso ha appena vinto il suo primo Gran Premio della stagione, la Red Bull mostra qualche crepa mentre i campioni del mondo Raikkonen e Hamilton promettono di lottare fino alla fine; tutti gli appassionati delle monoposto, nel frattempo, fremono in attesa del prossimo Gran Premio del Bahrein. C’è chi inganna il tempo sperando che Massa decida di ritirarsi in una qualche fazenda e lasci la scuderia del cavallino, c’è chi spera che Newey perda in qualche modo la sua proverbiale vena, c’è chi, come noi, si diletta ai simulatori elettronici per allietare l’attesa della nuova stagione. Alla folta schiera di simulazioni rigorose che cercano di riprodurre in maniera fedele il feedback dei bolidi, s’è andato ad aggiungere da poco anche un titolo che di rigoroso ha nulla ma che fa, invece, dell’ironia e del divertimento, le sue armi principali. Almeno sulla carta.
F1 Race Stars è l’ultimo titolo di corse made in Codemasters ma, a differenza dei più canonici simulatori quali ad esempio F1 2012, si tratta di una reinterpretazione del campionato di Formula 1, con l’utilizzo dei kart al posto delle ben più performanti monoposto. La formula utilizzata è quella classica che, oramai, si ripete da anni sulla scia di titoli come Mario Kart o Crash Team Racing: dodici monoposto in gara a contendersi la vittoria con ogni mezzo e, soprattutto, sfruttando tutte le armi messe a disposizione, che vanno dalle palle-insegui-nemici all’intramontabile razzo, passando per teletrasporti e turbo vari. Nulla di nuovo insomma, tutta roba già vista, rivista e stravista; nonostante ciò bisogna fare un piccolo appunto ai power-up di F1 Race Stars, poiché in più di un occasione sono parsi fin troppo accomodanti e sbilanciati. Alla fine dei conti sono giunto alla conclusione che in realtà servono a mascherare la pochezza del sistema di guida e la sua farraginosità, in almeno due categorie su tre.
Come in altri titoli, anche qui avremo diverse cilindrate: 1000, 2000 e 3000, che in sostanza corrispondono ai livelli di difficoltà e alla velocità di punta che il nostro mezzo potrà raggiungere, nonché la complessità nel portarlo correttamente in curva. Usando la cilindrata più bassa non sarà necessario far altro se non premere l’acceleratore all’inizio della gara e lasciarlo una volta finita la stessa, senza che alcuna curva possa in alcun modo indurci a premere il freno o a lasciare il gas per un momento, traducendosi nella noia più totale viste anche le basse velocità che si potranno raggiungere. Il livello successivo rappresenta, invece, un ottimo compromesso tra velocità e stile di guida ed è probabilmente la scelta migliore per godere appieno del titolo: questo perché, usando auto di cilindrata 3000, emergono tutti i limiti del gioco.
Il problema principale è che si è voluto applicare un sistema di guida che richiami in un certo senso la pesantezza e la fisica dei bolidi di F1 ad un gioco di kart, dove fisica e pesantezza dovrebbero essere due concetti completamente assenti: quando si arriva a tutta velocità in curva non c’è la possibilità di effettuare derapate o simili, ma la pesantezza del mezzo costringe a mollare bruscamente l’acceleratore o a frenare, perdendo inevitabilmente del terreno nei confronti degli avversari gestiti dalla CPU che non risentono di questi problemi. Il risultato è, quindi, una corsa spezzettata con un sistema di guida non entusiasmante che, soprattutto in singolo, ha ben poco da offrire e, onestamente, mi ha stancato quasi subito: gli si può riservare una chance avendo altri tre amici con cui giocarci, soprattutto su PC, dove titoli del genere non abbondano, eufemisticamente parlando.
Il gioco competitivo sembra essere l’unica fonte di ossigeno per la produzione Codemasters, priva di un’offerta ludica di spessore: tolte la Gara Rapida e il Time Attack che sono le modalità onnipresenti in un gioco di guida che si rispetti, abbiamo la modalità Multigiocatore e Campionato. In realtà, la modalità Multigiocatore è onnipresente, visto che è possibile giocare qualsiasi modalità con i nostri amici in locale, mentre i server online al momento sembrano deserti. Il Campionato è, dal canto suo, abbastanza noioso, per non dire inutile, visto che il pilota che sceglieremo all’inizio sarà una pura formalità, poiché potrà essere cambiato in qualsiasi momento; le coppe potranno essere affrontate a qualsiasi difficoltà senza distinzione tra le stesse, cosicché vincere un campionato guidando i kart 1000cc o i 3000cc sarà esattamente la stessa cosa, senza gratificazioni particolari.
Il roster dei piloti comprende praticamente tutti i più famosi corridori della stagione appena conclusasi, più alcune introduzioni al femminile che sanno tanto di quote rosa. Tutti sono realizzati in maniera caricaturale, con i volti squadrati e giganti rispetto al resto del corpo, con in risalto i tratti salienti di ognuno: le sopracciglia di Alonso, il mento di Webber, gli orecchini di Hamilton e così via. Anche le piste hanno subito lo stesso trattamento, con porzioni di circuito che provano a riprodurre fedelmente alcuni tratti salienti della pista, come la parabolica di Monza o la famosa curva La Source di Spa: questa verosimiglianza cede però rapidamente il passo a porzioni di pista completamente ridisegnate da zero e che, in maniera allegorica, esaltano invece le tradizioni della nazione ospitante, per un risultato altalenante ma che si mantiene su livelli qualitativi abbastanza alti. Buone anche le campionature sonore, nulla d’eccezionale s’intende, ma sentire i piloti fare versi durante i sorpassi mi ha strappato qualche timido sorriso.
F1 Race Stars è un timido tentativo di miscelare tra loro icone della velocità come le monoposto di formula uno e i suoi piloti con la spensieratezza che solo un puro arcade può donare: un esperimento riuscito solo in minima parte per via dei numerosi problemi, di cui molti strutturali, che affliggono il gioco in ogni sua componente, dalle più superficiali ad altre ben più profonde, come il sistema di guida sostanzialmente anonimo. L’ilarità, però, nel vedere i vari Alonso, Vettel e compagnia fare a sportellate e lanciarsi contro di tutto può valere il gioco per chi, veramente, porta dentro una passione bruciante per il mondo della Formula 1: tutti gli altri troveranno soltanto un titolo di corse non molto divertente con piloti dalla testa enorme.
