Lego City Undercover: i mattoncini colpiscono ancora

Inutile fare un’introduzione di centinaia di parole per descrivere il connubio che lega i mattoncini di origine danese ed i videogiochi. Grazie a TTGames abbiamo avuto, negli ultimi anni, una quantità veramente impressionante di giochi dedicati ai mattoncini colorati, ognuno dedicato ad alcuni fra i mondi più amati: Batman, Il Signore degli Anelli, Harry Potter, Pirati dei Caraibi, Star Wars, Indiana Jones e via dicendo, sono tutti passati sotto il mega-convertitore Lego che, a quanto pare, giace segretamente negli studi TTGames. I loro personaggi, gli eroi acclamati dal pubblico, sono stati convertiti  in omini a tre pezzi e riadattati al magico universo Lego.

In ogni caso, dato fondamentale utile per chi è meno avvezzo ai titoli Lego, basti sapere che i giochi Lego, in mano a TTGames da circa il 2004/2005, sono ormai una garanzia di godibilità e divertimento. Sì perché, mi si conceda, ogni gioco uscito si è rivelato migliore del precedente. Avevo detto che Lego Batman 2 era il miglior gioco Lego disponibile, poi ho dichiarato la medesima cosa riferendomi a  Lego il Signore degli Anelli (ultima uscita in ordine cronologico) e ora è giunta l’ora di rivedere nuovamente quel giudizio.

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Lego City: Undercover, a differenza degli altri giochi Lego recenti, non si basa però sullo sfruttamento di una licenza data in mano da terzi, bensì su di un protagonista ed una storia costruiti per l’occasione, novità non da poco per la serie. Il protagonista è Chase McCain, un poliziotto tutto d’un pezzo (evito battute fin troppo facili); il nostro integerrimo (ed un po’ imbranato) piedipiatti si integra perfettamente in una storia poliziesca che richiama i più consueti canovacci hollywoodiani; Chase si trova dunque impegnato in una missione sotto copertura che lo vedrà risalire lungo le gerarchie del crimine organizzato per riuscire a stanare il cattivissimo Rex Fury. La storia scorre via piacevolmente, aiutata ed alimentata anche da una forte componente comica e dai tanti personaggi e retroscena che la compongono.

Scesi in strada nei panni dell’eroico Chase ci si trova a confrontarsi con una sorta di GTA (o Sleeping Dogs, per restare più vicini alla trama) fatto di mattoncini. Sì, perché la struttura di gioco è quella del più classico dei free roaming, con una storia principale, missioni secondarie e tonnellate di segreti sparsi per la città. La storia richiede di inseguire un criminale per le strade, cercare indizi in determinati luoghi, trovare qualche losco figuro nascosto chissà dove e portare merci dal punto A al punto B. Tutto proprio come nel più classico dei GTA, senza droga, sesso o sangue ma con tanto, tanto divertimento.  Alcune missioni, inoltre, consentiranno l’accesso a dei veri e propri livelli a parte (rigiocabili una volta completati, volendo) nei quali svolgere il proprio compito: collezionando gettoni, acciuffando i nemici e risolvendo enigmi. Alla fine di questi Incarichi Speciali (così vengono definiti) si avrà anche il resoconto degli obiettivi raggiunti (o falliti) e degli extra sbloccati. La rigiocabilità dei livelli sta proprio in questo fattore: dato che i diversi “poteri/travestimenti” si attivano man mano che si prosegue nella storia, non sempre si avrà già a disposizione un dato equipaggiamento per completare il livello al 100%.

“Lego City Undercover è riuscito nell'impresa di superare i già ottimi predecessori”

Certo, potenziamenti. La tradizione dei giochi Lego made in TTGames prevede che ogni personaggio abbia dei poteri differenti, utili a sbloccare certe situazioni spinose e sfruttare determinati meccanismi. Ora il personaggio è solamente uno, quindi sarà sempre il nostro Chase a cambiarsi d’abito e risolvere la situazione. Dal normale Chase in divisa munito di rampino si può passare, una volta sbloccato, al Chase scassinatore, utile ad aprire casseforti, porte bloccate ed a scassinare Bancomat; poi c’è il Chase Minatore, che vi servirà qualora dobbiate far saltare in aria qualcosa, poi il giardiniere e così via.

Ad impreziosire un gameplay che rimane solido e più che collaudato ci pensa il GamePad del WiiU. Lego City: Undercover infatti sfrutta in modo appropriato le potenzialità offerte dal nuovo pad ideato dalla Nintendo. Durante il nostro girovagare il pad mostra semplicemente la mappa della città, ma se la base avrà bisogno di noi basterà rispondere alla videochiamata toccando l’apposita icona; proseguendo nella storia si sbloccheranno anche altre funzionalità ben più interattive ed interessanti. Andando in appositi punti (contrassegnati da fasci di luce di diverso colore) il pad potrà trasformarsi (tra le altre cose…) in una camera ad alta frequenza od in un dispositivo per le intercettazioni. Entrambe le modalità richiederanno l’uso del gamepad puntato a schermo e, grazie ai sensori di movimento al suo interno, si potrà setacciare la zona in prima persona semplicemente guardandone lo schermo e spostando il pad di conseguenza. Un impreziosimento della formula di gioco che non si può non approvare, in quanto denota ancora una volta come questa nuova periferica ideata da NIntendo possa aprire nuove strade per gli sviluppatori.

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Nonostante la storia faccia percorrere il gioco su binari ben stabiliti, la libertà che si ha, tra una missione e l’altra, è quella di cercare, distruggere, ricostruire e scovare segreti. E la quantità di cose da fare è veramente notevole, anche se raramente le missioni secondarie  portano in dote una sottotrama ben precisa. Per finire il gioco, anche semplicemente svolgendo le missioni della storia, vi serviranno svariate ore e la longevità non lascia a desiderare. Ad impreziosire, e non di poco, un gioco già apprezzabile in molti suoi aspetti, ci pensa la solita ironia che TTGames versa nei titoli Lego. Questa volta però l’eccezionale doppiaggio in Italiano e la trama senza vincoli di licenza, hanno portato l’intrattenimento a nuove vette. Girare per le strade e sentire i passanti impegnati in improbabili conversazioni è davvero esilarante, per non parlare del concatenarsi di gag che si gustano durante i filmati principali, pieni per giunta di citazioni e rimandi al cinema ed ai videogiochi.

Tecnicamente il gioco non offre niente a cui non siamo già stati abituati in questa generazione. Il paesaggio è pieno di colori e i modelli sono fatti ottimamente, ma nulla che vada a scomodare particolarmente la potenza del WiiU. Una nota di merito va alla linea dell’orizzonte, sempre importante in un gioco “open world” come Lego City, ma una pesantissima nota di demerito ai caricamenti, il vero difetto tecnico del gioco: questi sono troppo lunghi, tanto da risultare quasi estenuanti. Fortunatamente non sono assai frequenti, ma i due che servono per avviare la partita e quelli che portano dalla città ad una missione/livello (interno ed il suo contrario) potrebbero bastare per spazientire alcuni giocatori.

By Oscar (11 Posts)

Gioca da quando aveva un Amiga 500 in casa e non ricorda a che età il gioco divenne anche passione. Nonostante a schermo prediliga sempre la terza persona piuttosto che la prima, non capisce perché si debba usare la terza persona anche qui. A casa, oltre a mensole ed armadi pieni di console e giochi di ogni era, ha anche librerie piene di Comics e Manga. Ora la sua (poca)saggezza la riversa sulle pagine di worldsfactory.net


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85

Tremendamente divertente. Non ci sono parole che meglio esprimono il feeling che il gioco trasmette. Un agglomerato di cose divertenti da fare e da vedere riunite in un gioco semplice e genuino, che sa far divertire grandi e piccini e che esprime il concetto di videogioco nella maniera più pulita e cristallina che si possa immaginare. La vera consacrazione dei giochi Lego che, malgrado le ovvie limitazioni del genere a cui appartiene e qualche magagna nel comparto tecnico, lo fa spiccare sugli altri titoli Lego (ed anche sopra molti altri giochi simili). Come dicevo, Lego City: Undercover è assolutamente il miglior gioco Lego uscito fino ad ora....Almeno fino al prossimo.

  • Divertentissimo
  • Pieno di cose da fare e da vedere
  • Doppiaggio e trama esilaranti
  • Buon uso dal gamepad
  • Caricamenti estenuanti
  • Grafica non al top

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